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WWFIl WWF in azione per la biodiversità. Il WWF Italia, nei suoi quarant'anni di vita, ha realizzato decine di progetti per la conservazione della biodiversità, a cominciare dalla storica operazione San Francesco (1970) per la tutela e il riscatto del lupo appenninico. Attraverso lo strumento europeo "LIFE" , sono stati realizzati numerosi progetti per la tutela di piante e animali minacciati. Sono stati poi redatti i primi rapporti sullo stato della biodiversità nel nostro paese come "Ecositema Italia" e di libri rossi delle piante, dei vertebrati, degli invertebrati e degli habitat della Rete Natura 2000 rischio di estinzione secondo le categorie dell' ICNU. Nel 2002 è nato il "Panda d'ORO",1 riconoscimento del WWF assegna, in occasione della giornata mondiale della biodiversità indetta dall' UNEP, agli enti o soggetti privati che hanno dato un contributo particolare, attraverso progetti di interventi concreti, per la salvaguardia della biodiversità. Tre premiati con il panda d'oro anche il corpo forestale dello Stato per la realizzazione del progetto di reintroduzione del grifone del corvo imperiale in Abruzzo, per il progetto life del bosco fontana sugli insetti che vivono nel legno morto ed il personale dei nuclei investigativi di Prato e Vicenza per l' "Operazione Balkan Birds" contro il bracconaggio nei paesi dell'est Europa. Le oasi del WWF. Le Java esistono il progetto di conservazione più importante del WWF Italia e rappresentano l'intervento concreto in difesa del territorio naturale della biodiversità. Si tratta di aree di proprietà dell'associazione oggi siede sulla base di affitti, concessioni, accordi con proprietà, pubbliche e private. Oltre riconosciuto valore degli ambienti naturali, le oasi WWF hanno sempre svolto un ruolo sul territorio: di educazione, di sensibilizzazione, di sperimentazione, di ricerca, di promozione del WWF e dei temi di conservazione. In alcune regioni sono state per molto tempo non l'esempio di area naturale protetta ed il modello per le politiche governative di tutela ambientale. Il territorio protetto nelle 130 aree gestite dal WWF è di circa 30.000 ha, di cui circa 26.000 gestiti direttamente di, 5000 gestiti in collaborazione con altri enti opposti sotto l'egida del WWF, circa 1000 ha sono rifugi. Tantissime le strutture le iniziative nelle oasi: sentieri natura, capanni di avvistamento, centri visite, aree faunistiche e musei, visite guidate, in genere durante lui tende o su prenotazione delle scuole. La giornata ho oasi è l'evento annuale con ingresso gratuito in tutte le aree aperte al pubblico. Cras e Crase del WWF. I centri di recupero animali selvatici (CRAS) del WWF Italia sono insieme di strutture distribuite all'interno del territorio nazionale, ad esclusione della Sardegna, il cui compito primario è quello di accogliere animali raccolti in condizioni di difficoltà da cittadini ed istituzioni, curarli con adeguate tecniche veterinarie, riabilitarli alla vita selvatica e rilasciarli, quando possibile, nel loro ambiente naturale. Ogni anno sono migliaia animali che sono vittime di investimenti automobilistici, colpi di arma da fuoco, avvelenamenti e che vengono curati nei CRASH. Si tratta di diritti, poiane, civette, allocchi, azioni, volpi, tassi, ricci, caprioli e molte altre specie della nostra fauna. Esistono anche tre centri di recupero animali selvatici e esotici (CRASE), spesso sequestrati dal corpo forestale dello Stato in quanto commerciati a detenuti in cattività illegalmente. Si tratta di centinaia di pappagalli di specie molto rare come le amazzoni di Cuba o lara giacinto,ma anche di piccole scimmie amazzoniche, iguane, e tanti altri. Tutti animali importati in Italia illegalmente che trovano rifugio nei tre centri WWF di Roma, Semproniano (Groseto) e La Torberia (Novara). CEA del WWF. i centri di educazione ambientale del WWF (CEA) sono dotati di aule verdi, personale specializzare attrezzature per la realizzazione di attività di educazione ambientale, dove è possibile effettuare ricerche sull'ambiente e sulle nuove tecniche di didattica ambientale ed offrire consulenze ai docenti. Delle 30 strutture WWF, la maggior parte è riconosciuta nell'ambito del sistema INFEA (Informazione educazione ambientale) promossa dal Ministero dell'Ambiente e dalle Regioni e finalizzato a diffondere sul territorio strutture di informazione, formazione, educazione ambientale. L'obiettivo di un CEA WWF è proporre la sperimentazione di comportamenti nuovi, individuali e collettivi, di stimolare la partecipazione dei cittadini e l'assunzione di responsabilità nei confronti del territorio. |
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